Proverbi russi

Anche i proverbi hanno viaggiato attraverso la notte dei tempi, superando tutte le barriere geografiche. E per questo che si trovano proverbi simili in nazioni distanti.

Presento una raccolta di Proverbi russi. Tra i temi correlati si veda la sezione. Tutti paesi della A alla Z in preparazione per tutti!!!

Una parola gentile è come un giorno di primavera.

Il pessimista è uno che si è informato.

Non esiste amore così ardente che non possa essere raffreddato da un matrimonio.

L’uomo propone e Dio dispone.

Nel monastero altrui non si va con le proprie leggi.

Non c’è vergogna nel non sapere; la vergogna sta nel non scoprirlo.

Si impara a conoscere bene la gente giocando a scacchi e viaggiando.

Sii umile come un agnello, diligente come un’ape, bello come un uccello del paradiso, fedele come una tortora.

Prega Dio, ma continua sempre a remare verso la riva.

Non esistono donne brutte. Esiste solo poca vodka.

Cadere è permesso, alzarsi è obbligatorio.

Con le bugie si può andare avanti in tutto il mondo – ma non si può mai tornare indietro.

L’amicizia è come il vetro – una volta rotto, non si ripara più.

Dio ci dà le noci, ma non ce le schiaccia.

C’e luce sotto il sole, c’è calore accanto ad una madre.

La povertà ha bisogno di molto, l’avarizia di tutto.

Quando il denaro parla, la verità tace.

Il formaggio gratis si trova solo nella trappola per topi.

Se le mogli fossero buone, Dio si sarebbe già sposato.

Se rincorri due conigli non ne acchiappi nessuno.

Non si possono insegnare trucchi nuovi a un vecchio gatto.

Sulla lingua c’è il miele, e nel cuore c’è ghiaccio.

Chi ha una bella sorella ha anche molti amici.

La brevità è sorella del talento.

La corda è buona quando è lunga; il discorso è buono quando è breve.

Se sai di sapere molto stai diventando vecchio.

Il genio è la semplicità.

Con un aiutante mille cose sono possibili.

Un ospite indesiderato è peggio di un tartaro.

Un figlio non è un figlio, due figli sono la metà un figlio, tre figli sono un figlio.

Mosca non fu costruita in un giorno solo.

Sette problemi – una risposta.

Prenditi una donna che sa il fatto suo e non ti lascerà mai dire una parola.

La chiesa è vicina, ma la strada è scivolosa, l’osteria è lontana, ma la strada è facile.

La legge è come il timone, va dove la giri.

Studiare è luce; non studiare è oscurità.

Solo un cattivo soldato non spera di diventare generale.

Ciò che piace ai gatti, piace alle donne.

Se vivi con i lupi, devi ululare come un lupo.

Gli scacchi ed il vino sono nati fratelli.

Affrettarsi va bene solo per la cattura delle mosche.

Misura sette volte e taglia una volta.

Non serve biasimare lo specchio se è la faccia a essere storta.

Una gallina raccoglie un seme per volta, ma si sazia.

Casa che ha un buon vicino, val più di qualche fiorino.

L’economia è un buon servitore

“Что имеем – не храним, потерявши – плачем”.

Non ci curiamo di ciò che abbiamo, ma quando lo perdiamo piangiamo.

È uno dei proverbi russi popolari più usati. È più elaborato, altisonante e impersonale del solito: “te l’avevo detto”. Si usa in quelle situazioni in cui una persona si accorge di essersi fatta sfuggire di mano qualcosa di importante: un amore, un progetto, un’occasione. Questa frase è ripresa pure da Dima Bilan nella sua canzone “Как устроен этот мир”. È “Never let you go” in lingua originale. Ve la ricordate la Russia a Eurovision Contest del 2006? Ecco, nella versione russa del pezzo portato da Bilan a Eurovision c’è l’incipit di questo famosissimo detto russo.

Служить бы рад, прислуживаться тошно.

Di servire sarei contento; è far il servile che mi disgusta.

Questo proverbio viene dal genio di Griboedov. Sono le parole di Chatskij nel romanzo “Che disgrazia l’ingegno” (1823), uno dei capolavori più belli del romanticismo russo. Questa frase spiega perfettamente l’attitudine del popolo russo a non piegarsi mai al desiderio degli altri, a dare un valore inquantificabile alla libertà, restando comunque gentili e sempre pronti ad aiutare nel momento del bisogno. Se anche voi vi sentite un poco russi nell’animo, o volete semplicemente far bella figura con qualcuno cimentandovi in una citazione di Griboedov, sentitevi liberi di usare questo proverbio russo.

Умом Россию не понять, аршином не измерить.

Non si può capire la Russia con la mente, né la si può misurare con l’arshin.

Tra i proverbi russi, questo forse è il più usato in assoluto. Il popolo russo ha una devozione quasi religiosa alla propria patria. La famosa quartina di Fëdr Ivanovich Tjutchev da cui è tratto questo proverbio, infatti, continua con i versi: “У ней особенная стать — В Россию можно только верить”. “La sua essenza è così speciale che nella Russia si può solo credere”. Insomma, è chiaro che se amate la Russia non potete non conoscere questo proverbio. Ah! L’arshin è un’unità di misura obsoleta russa, proveniente dal turco Arşın. Quantifica una lunghezza equivalente a uno yard.

Не верь, не бойся, не проси!

Non credere, non aver paura, non chiedere.

Dopo aver parlato di libertà e di quanto è grande la Rodina Mat’, cioè la Madre Patria, è ora di farsi un giretto in gattabuia. Già, questo proverbio viene proprio da lì, dal gergo e dai tatuaggi dei carcerati russi. Gli stessi che hanno fatto partire la tendenza ormai nota in tutto il mondo come slav squat, ma questa è un’altra storia. In un ambiente senza Dio, dove ognuno deve cavarsela da solo senza chiedere nulla a nessuno, senza aver paura di niente, è nato uno dei proverbi russi più in voga oggigiorno. È menzionato anche da Aleksandr Solzhenitsyn nel suo romanzo “Arcipelago Gulag” pubblicato in URSS per la prima volta nel 1989. In Occidente circolava già nelle librerie dagli anni Settanta.

Тяжело в учении, легко в бою.

Se è difficile lo studio, sarà facile la battaglia.

Questo proverbio lo dedico a voi, fedeli colleghi universitari. Proviene dalla raccolta di pensieri del generale russo Aleksandr Suvorov, “La scienza per vincere”, scritta nel 1795 e pubblicata postuma nel 1806. Studiare è faticoso, ragazzi, lo so. Ma ci vogliamo arrivare a questa laurea? Vogliamo vincerla questa battaglia? Ricordatevi le parole di Suvorov, quando state sulle sudate carte e credete di non farcela. Tutti gli sforzi verranno ripagati. Avanti tutta! Credete in voi stessi e confidate sempre nella cultura russa.

Хотеть не вредно!

Voler non nuoce

Questo proverbio popolare russo ha due accezioni. Solitamente “voler non nuoce” si dice, con ironia, a quelle persone che avanzano desideri e progetti impossibili da realizzare. “Хотеть не вредно!” in altri casi è seguito dalla frase: “Вредно не хотеть!”, ovvero: “è grave non volere!” In questo caso, il detto russo porta un altro significato. È bello che una persona abbia dei piani per il futuro, delle ambizioni. È molto peggio quando non si vuole niente perchè si è disillusi e delusi da tutto, oppure, molto più semplicemente, pigri. Voi in quale delle due accezioni vi ritrovate?

Чай не пьёшь, откуда сила? Чай попил, совсем ослаб.

Non bevi il tè, chissà da dove arrivano le forze! Poi ho bevuto il tè e mi sono rammollito.

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