Il Destino è un Essere che influenza le nostre vite?

Inizierò in questo blog: Raccontami cosa ti ha fatto il Destino

La 1 serie “Raccontami cosa ti ha fatto il Destino. inizia oggi 07/02/2019 con i racconti di due olandesi sulla vicenda delle loro fedi matrimoniali scomparse e poi improvvisamente, misteriosamente… ritrovate dopo tanti anni. Oggi ho scelto la storia d’amore , Emanuela Z., con il suo attuale compagno, Fulvio.
Un amore forte, a volte complesso,

durato a lungo fra alti e bassi: e culminato con la nascita di una bella bimba, Giulia. Anche in questo caso, come nei precedenti, il Destino ha svolto un ruolo dominante, secondo Emanuela, intessendo un sottile ma tenace filo d’argento che li ha legati, felicemente, per sempre.

Nell’età dell’adolescenza ero convinta che ognuno di noi fosse artefice del proprio Destino, sia nel bene che nel male naturalmente. Ma l’esperienza accumulata durante gli anni a venire mi ha fatto modificare in parte questa mia idea: ossia siamo artefici del nostro Destino ma purtroppo non al 100%, perché “qualcuno” o “qualcosa” ha già scritto per noi una parte della nostra esistenza, una parte che niente e nessuno potrà cambiare. Io ne sono una conferma…

Ho conosciuto il mio compagno più di quindici anni fa, nel pieno della mia giovinezza, quando finalmente stavo iniziando ad assaporare il vero significato della parola libertà. Sono figlia unica ed i miei genitori, o meglio mia madre, è sempre stata molto possessiva nei miei confronti; non so se per troppo amore o per egoismo o chissà per quale altra ragione, ma se avesse potuto mettermi sotto una campana di vetro per preservarmi dai dolori e dalle difficoltà della vita l’avrebbe fatto!

Sono sempre stata limitata nella mia libertà di ragazzina, non ho mai dormito da un’amichetta e gli orari erano rigidissimi, non esisteva proprio una pizza coi miei compagni…

Ogni tanto mio padre faceva da intermediario per qualche “momento d’aria” ma erano veramente rari quegli spazi che riuscivo a tagliarmi.

Arrivata alla maggiore età mi sono stancata di questo veto assoluto ed ho messo mia madre di fronte alla realtà: o mi lasciava più libera o me ne sarei andata di casa, anche perché non ero una scavezzacolli o una irresponsabile; ero una ragazza normalissima che non ha mai fatto uso di droghe o di alcoolici. E neanche frequentato cattive compagnie, perché tutti gli amici che avevo erano passati sotto lo “scanner” materno per l’approvazione!

Così messa alle strette mia madre non ha potuto fare altro che accettare la mia richiesta di maggiore libertà, anche perché ero veramente determinata ad abbandonare il “nido” visto che le possibilità economiche me lo permettevano (era già da parecchio che avevo un lavoro fisso); e nello stesso tempo mi sono pure comprata una piccola utilitaria usata per essere indipendente negli spostamenti.

Così finalmente potevo cominciare a “vivere” e ad assaporare che cosa significava discoteca, pizza con gli amici, uscite senza l’incubo dell’orologio!
Ma il Destino aveva riservato per me una prima sorpresa!
Proprio durante una serata in discoteca ho conosciuto Fulvio, il mio attuale compagno, ma all’epoca la vicenda non era poi così semplice e chiara.

Io avevo appena compiuto 21 anni mentre lui ne aveva 28; io ero una ragazza assetata di nuove esperienze (che tengo a precisare erano esperienze sane!) lui era già troppo maturo per la sua età. Ci siamo amati tantissimo come forse solo due ragazzi a quell’età sanno fare, senza tanti pensieri e senza tanti tentennamenti e ragionamenti.

Ma l’amore con la A maiuscola non è bastato e la storia è finita poco tempo dopo. Gli stili di vita in quel periodo troppo diversi, le aspettative per un prossimo futuro, i progetti imminenti diversi ci hanno allontanato e in maniera alquanto dolorosa ci siamo detti addio.
Ma il Destino per noi aveva in serbo altre sorprese!
Anche se ci eravamo lasciati, non riuscivamo però a stare lontani per troppo tempo e ogni tanto tentavamo di ricucire il rapporto; ma invano. Non eravamo pronti per capirci, per condividere e progettare un futuro insieme; c’era ancora bisogno per entrambi di fare esperienze nuove ed arricchire il nostro bagaglio di vita.
D’altronde a poco meno di 25 anni non ero pronta a fidanzarmi ufficialmente, a sposarmi, ad avere figli. E comunque, col senno di oggi, sono contenta di non essermi lasciata influenzare; in quanto mi sento soddisfatta delle esperienze fatte, di quello che sono riuscita a portare avanti. Non ho rimorsi o ripensamenti per quello che avrei potuto fare, perché sono convinta che “ogni frutto ha la sua stagione”; ciò che si può fare a 20 anni certamente a 30 stona; e quello che si fa a 30 non lo si può certamente capire a 20.
Così… per una miriade di volte ci siamo presi e lasciati e sempre in maniera molto straziante per me: divisa tra il mio desiderio di indipendenza e l’amore che ho sempre provato per Fulvio.
Abbiamo tentato di farci una vita sentimentale con altri compagni ma non ci siamo riusciti perché il “fantasma” di entrambi si intrometteva sempre nel rapporto che stavamo cercando di costruire con altre persone.

Ormai mi ero messa il cuore in pace, avevo deciso di non rovinarmi la vita cadendo in depressione per un uomo, così ho deciso che avrei “sposato” il lavoro ed insieme ad una mia amica abbiamo aperto un’agenzia viaggi. Ho viaggiato parecchio in quegli anni e credevo di sentirmi realizzata fino in fondo, confrontandomi con realtà diverse ed arricchendomi di esperienze nuove che mai avrei immaginato esistessero.
Ma era solo una finta convinzione la mia. Il Destino non aveva chiuso i conti con me!
Per qualche anno mi sono sforzata di non vedere Fulvio e di rifiutare ogni volta che mi diceva di incontrarci! “No! Non voglio vederti perché so che soffrirei ancora per te ed è ora di smetterla di prenderci in giro, non siamo fatti l’uno per l’altra!” Queste erano le parole che continuavo a ripetergli.
Passato un bel po’ di tempo, avevo convinto me stessa di essere guarita dal “mal di Fulvio”, così dopo l’ennesimo invito (lui è caparbio e non molla mai l’osso!), credendo di rimanere impassibile al suo fascino, ho deciso di andare a bere una birra con lui.

Natale era vicino e la scusa degli auguri era allettante, anche perché ero un po’ curiosa di vedere com’era cambiato in quegli anni. Questa mia “piccola” curiosità avrebbe dovuto essere stata per me un campanellino d’allarme per farmi capire che provavo ancora qualcosa per lui, ma ho fatto la sorda; sempre convinta che ormai ero diventata brava a controllare i miei sentimenti. La maschera che mi ero messa era più che sufficiente per non permettermi di innamorarmi di nuovo di lui.
Ed ecco che il Destino in questo caso ha tirato fuori l’asso piglia tutto e ha sbaragliato tutte le mie convinzioni di donna dura!!!

Insomma, era la fine del 2004, vuoi per l’atmosfera natalizia, vuoi per il fatto che mi ha dedicato un canzone e un bacio finale (lui era presidente di una filarmonica friulana), vuoi chissà per che cosa d’altro… ma esattamente un anno dopo già convivevamo e… nel gennaio del 2007 siamo diventati genitori di una splendida bambina, Giulia!

Questa mia storia vuole raccontare come il Destino può far capitolare anche il più duro dei duri. Io sono stata artefice certamente del mio Destino, ma fino ad un certo punto.. perchè quella “strada” che portava a Fulvio non si era mai interrotta (anche se non volevamo ammetterlo). E anche se abbiamo incontrato per più di dieci anni un’infinità di pensieri negativi che ci hanno portato ad allontanarci, alla fin fine comunque si siamo riavvicinati per poi non lasciarci più!

Sono passati più di cinque anni da quel 2005 in cui abbiamo deciso di andare a vivere insieme e certamente la vita di coppia non è una passeggiata! Anche noi litighiamo come tutte le coppie, ma mi rendo conto (e di questo ne sono molto fiera!) che mai potrei vivere con una persona diversa da lui, perché so, dentro al mio cuore e al mio cervello, che lui è la persona giusta per me e viceversa. La conferma di questo è che il Destino ci ha messo sempre e continuamente lo zampino: ha fatto passare quasi quindici anni perché ci rendessimo conto dell’amore che ci ha sempre uniti. Allora i tempi non erano ancora pronti per condividere questo forte sentimento che va alimentato con una continua maturità di coppia.

Emanuela Z.

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