Hubble: scoperta antica galassia dell’universo vicino alla Via Lattea

L’osservatorio orbitale Hubble ha trovato una galassia al confine della via Lattea, è emersa solo 700 milioni di anni dopo il Big Bang. Gli scatti sono stati pubblicati sul sito del telescopio.

“La natura dell’evoluzione di questa galassia ricorda più un ammasso globulare di stelle, piuttosto che una vera e propria “metropoli stellare”. A quanto pare, si è formata nel corso di una breve e potente tempesta stellare e da allora non è apparsa nessuna nuova stella” scrive Luigi Bedin dell’osservatorio astrofisica di Padova con i suoi colleghi.

Gli scienziati non sono sicuri di quando siano apparsi i primi astri e galassie, prima gli astrofisica pensavano fosse successo dopo circa 400-500 milioni di anni dopo il Big Bang, quando l’Universo è diventato abbastanza freddo per permettere la formazione di molecole di idrogeno neutro e la loro successiva unificazione in gigantesche nubi di gas, dove fisicamente possono formarsi le stelle.

Negli ultimi anni, gli astronomi hanno iniziato a dubitare di questa data, le recenti osservazioni con l’Hubble, VLT e molti altri telescopi mostrano che le prime stelle e galassie esistevano già 300 e 250 milioni di anni dopo il Big Bang. Verificarlo è stato abbastanza difficile, dal momento che queste antiche galassie sono troppo lontane da noi. Bedin e i suoi colleghi casualmente hanno scoperto il primo esempio di questo “figlio primogenito dell’Universo”, che si trova relativamente vicino alla Via lattea, studiano l’ammasso globulare NGC 6752, situato nella costellazione del Pavone a distanza di 13 mila anni luce dalla Terra.

Studiando le sue immagini, ottenute con l’aiuto di “Hubble” alla fine dello scorso settembre, gli scienziati hanno notato uno strano gruppo di stelle fioche, non simili al resto degli astri di questa parte della periferia della via Lattea.

Quando gli scienziati hanno misurato la loro gamma, sono stati sorpresi perché questi astri luminari brillavano dalla Terra circa duemila volte di più, rispetto alle stelle NGC 6752. In altre parole, gli scienziati hanno accidentalmente scoperto una galassia lontana, “incatenata” nel fotogramma.

Questo oggetto, che ha ricevuto il nome temporaneo di Bedin-1 in onore del suo scopritore, ha diverse proprietà molto interessanti. Come mostrano le immagini dell’Hubble, si tratta del numero delle cosiddette galassie nane (dSph), tra le più piccole e deboli dell’Universo.

Bedin-1 è quasi interamente costituito da materia oscura e non contiene riserve visibili per noi di gas e polvere. Il diametro di questa piccola galassia, secondo le stime attuali degli scienziati, è solo di tremila anni luce.

Tutte le sue stelle erano insolitamente antiche, stimano gli scienziati, che la loro età media sia di circa 13 miliardi di anni. Ne è una prova il fatto che le loro viscere quasi non contengono “metalli” astronomici, ovvero elementi più pesanti dell’idrogeno e dell’elio. Ciò che è interessante è che le misurazioni di Hubble non hanno registrato differenze significative dalle proprietà delle stelle Bedin-1. Questo suggerisce che questa galassia è nata quasi istantaneamente su scala astronomica, dopo di che ha smesso di evolversi e di fatto ha finito la sua vita.

Come sperano gli scienziati, un ulteriore studio di questa galassia, così come la ricerca di oggetti simili nelle strette vicinanze della via Lattea, ci aiuteranno a studiare le proprietà delle prime stelle dell’Universo e capire come è avvenuta l’evoluzione nei primi epoca dopo il Big Bang.

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