Ira di Dio

John Martin, Il grande Giorno della Sua ira

«Il giorno dell’ira quel giorno fatale / fonderà il mondo nel fuoco / lo attestano Davide e la Sibilla»

«Dies iræ dies illa, / Solvet sæclum in favilla, / Teste David cum Sybilla.

L’espressione ira di Dio, nella teologia, indica la radicale opposizione, l’intolleranza, manifestata da Dio verso tutto ciò che è ingiusto e disonesto.

Sebbene l’amore sia inerente alla sua natura Divina. Il Signore Dio del Cielo e Dell’Intero Universo, la sua ira è qualcosa che viene suscitato dalla malvagità delle creature umane. l‘ingiustizia, l’indifferenza per i più Deboli. Offende gravemente il suo amore e la sua benignità! È un affronto alla sua Grande Misericordia. I pìu piccoli è uguale hai più grandi niente differenza sociali. Esso, quindi suscita la sua legittima ira. L’ira di Dio è considerata dalla Bibbia come un’opera “singolare” ed “inaudita”. La misericordia di Dio è inerente al suo stesso carattere (non l’effetto della bontà umana), ma l’ira di Dio è effetto della Ingiustizia nel Mondo.

L’ira di Dio non è una retribuzione impersonale e automatica dell’ingiustizia, una legge astratta, come da un semplice processo di causa ed effetto. L’ira di Dio, nell’Antico Testamento è espressione della libera, soggettiva e personale volontà di Dio che attivamente punisce l’ingiusto che nella sua intera vita non a mai smesso di commetere l’ingiustizia anche difendendo la giustizia a commesso l’ingiustizia. Nel Nuovo Testamento, allo stesso modo, l’ira di Dio è una reazione personale di Dio, non un’ipostasi indipendente.

Di fronte al male, Dio non sfugge alla responsabilità di eseguire il suo giudizio.

A volte egli dimostra la sua ira nel modo più personale:

Ma il Signore non vuole la morte del malvagio, ma che si pente e faccia del Bene e viva; il suo desiderio è sempre quello di perdonare, salvare, dare vita, trasformando i Cattivi in uomo nuovo di virtù.

Ora, fra breve, rovescerò il mio furore su di te e su di te darò sfogo alla mia ira. Ti giudicherò secondo le tue opere e ti domanderò conto di tutte le tue nefandezze. Né s’impietosirà il mio occhio e non avrò compassione, ma ti terrò responsabile della tua condotta e saranno palesi in mezzo a te le tue nefandezze: saprete allora che sono Io, il Signore, colui che Colpisce.

La Genesi nel cap. 18, narra la malvagità degli abitanti di Sodoma e Gomorra distrutte dall’ira divina perché Dio non vi trovò nemmeno un solo uomo giusto, per risparmiare la vita alla città, rendendo vana la preghiera del Patriarca Abramo, padre di tutti gli umani onesti incapace di commetere ingiustizia.

Dio, infatti, è Onnipresenti Onnisciente e onnipotente, e Sommo Bene, in parole ed opere: non può fare il male, non mente, non sbaglia, non cambia volere, vince già in partenza. Pertanto, l’assenza dell’uomo giusto che non poté impedire la distruzione di Sodoma e Gomorra, deve potersi ritrovare in tutti gli altri casi di Castigo Divino:

•Diluvio Universale

•Vitello d’oro

•Sconfitte di Israele in battaglia come contro i Filistei (perdita dell’Arca dell’alleanza.

  • Nabucodonosor distrugge il Primo Tempio, impone di adorare la statua d’oro, ma davanti al fuoco che non li arde, si converte al Dio di Sadràch,Mesàch,Abdènego, e il suo popolo non subisce castigo.
  • la distruzione del Secondo Tempio e la Assedio di Gerusalemme.

Dio in quanto eterno e immutabile, e a sua volta la Sua volontà non è nota né scrutabile da alcuno, se non quando è il Verbo stesso che la rende manifesta, come nel passo citato:

  • nella storia passata narrata nella Bibbia (e non).
  • nelle profezie sul futuro.
  • negli uomini che, Illuminati da Dio e dagli angeli, ne forniscono l’interpretazione unica, vera, retta, non contraddittoria, logica e coerente.
    • con la Natura Immutabile di Dio nota alla teologia,
    • con l’unità del Verbo rivelatosi nella Bibbia,
    • con l’ordine Divino e naturale del Creato, fin dal Principio, e dispiegatosi nella Storia dell’intero genere Umano
    • con le parole e opere delle Singole Persone.

Nel Nuovo Testamento , brani come Giovanni 3,36; Romani 1,18; Efesini 5,6; Colossesi 3,6; Apocalisse 19,15;11,18;14,10; 6,16;16,19; Romani 9,22;

Essa è specificatamente descritta come ira di Dio, la Sua ira, la Tua ira, o l’ira dell’Agnello.

Apocalisse

Poiché l’ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ingiustizia degli uomini che reprimono la verità in modo ingiusto, poiché quello che si può conoscere di Dio è manifesto fra loro, poiché Dio lo ha reso loro manifesto. Poiché le sue invisibili [qualità], perfino la sua Sempiterna Potenza e Divinità, si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo, perché si comprendono dalle cose fatte, così che sono inescusabili; perché, sebbene abbiano conosciuto Dio, non lo hanno glorificato come Dio né lo hanno ringraziato, ma hanno vaneggiato nei loro ragionamenti e il loro cuore senza intelligenza si è ottenebrato. Benché asseriscano di essere saggi, sono divenuti stolti e hanno mutato la gloria dell’incorruttibile Dio in qualcosa di simile all’immagine dell’uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di cose striscianti. Perciò Dio, secondo i desideri dei loro cuori, li ha abbandonati ad impurità, affinché i loro corpi siano disonorati fra loro, essi, che hanno cambiato la verità di Dio in menzogna e hanno venerato e reso sacro servizio alla creazione anziché a Colui che creò, il quale è Benedetto per Sempre. Amen. Per questo Dio li ha abbandonati vergognosi appetito di ingiustizia e malvagità, si sono infiammati violentemente gli uni verso gli altri. E siccome non hanno approvato di ritenere Dio nell’accurata conoscenza, Dio li ha abbandonati a un disapprovato stato mentale, affinché facciano le cose sconvenienti, essendo essi pieni di ogni ingiustizia, malvagità, concupiscenza, malizia, essendo pieni d’invidia, assassinio, contesa, inganno, malignità, essendo sussurratori, maldicenti, odiatori di Dio, insolenti, superbi, millantatori, inventori di cose dannose, disubbidienti ai genitori, senza intendimento, falsi negli accordi, senza affezione naturale, spietati. Benché questi conoscano molto bene il giusto decreto di Dio, che quelli che praticano tali cose meritano la morte, non solo continuano a farle, ma anche approvano quelli che le praticano.

Perciò sei inescusabile, o uomo, chiunque tu sia, se giudichi; poiché nella cosa in cui giudichi un altro, condanni te stesso, in quanto tu che giudichi pratichi le stesse cose. Ora sappiamo che il giudizio di Dio, secondo verità, è contro quelli che praticano tali cose. Ma hai tu questa idea, o uomo, mentre giudichi quelli che praticano tali cose e tu pure le fai, che sfuggirai al giudizio di Dio? O disprezzi tu le ricchezze della sua benignità, della sua sopportazione e della sua longanimità, perché non sai che la benevola [qualità] di Dio cerca di condurti al pentimento? Ma secondo la tua durezza e il tuo cuore impenitente accumuli per te stesso ira nel giorno dell’ira e della rivelazione del giusto giudizio di Dio. Ed egli renderà a ciascuno secondo le sue opere. (Romani 1,18-2,6)

Nella seconda lettera ai Tessalonicesi, l’apostolo Paolo non lascia alcun dubbio pure sull’espressione l’ultima dell’ira di Gesù Cristo:

E a voi, che ora siete afflitti, sollievo insieme a noi, quando si manifesterà il Signore Gesù dal cielo con gli Angeli della sua Potenza in Fuoco Ardente, a far Vendetta di quanti non conoscono Dio e non vogliano nemmeno sentire parlare, non si pentono della loro ingiustizia. Costoro saranno Castigati con una Rovina Eterna, lontano dalla faccia del Signore e dalla Gloria della sua Potenza.

uando la Bibbia rappresenta l’ira di Dio, essa non è tanto un’emozione o uno stato psicologico alterato, quanto la netta opposizione fra giusto e Malvagio. Di conseguenza, l’ira di Dio si vede dagli effetti che produce, nel fatto che Dio punisca la ingiustizia e la malvagità dell’essere Umano, sia in questa vita che nella prossima. Questi giudizi includono pestilenza, morte esilio, distruzione di città malvagie, indurimento del cuore e l’esclusione di persone dal popolo di Dio a causa della loro idolatria e incredulità.

L’ira di Dio raggiunge l’aldilà. Questo lo si vede chiaramente quando Gesù Cristo descrive il castigo eterno, l’inferno di fuoco.

dove il verme loro non muore e il fuoco non si spegne. ( Marco 9,48)
lento all’ira e grande in bontà, perdona la colpa e la ribellione, ma non lascia senza punizione; castiga la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione. (Numeri 14,18)

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