11 misteri nascosti in dipinti famosi

Un’opera d’arte spesso nasconde dettagli che sfuggono ad un primo sguardo. Anche al secondo se non siete esperti. Ci sono alcuni segni che vengono interpretati solo dopo diversi approfondimenti, ed altri che probabilmente non verranno mai percepiti o compresi. L’arte che tanto ci affascina è un mistero.

Vi mostriamo una serie di dipinti famosi che nascondono spiegazioni ed interpretazioni insolite, inaspettate. Perché le opere nel corso del tempo vengono studiate ed osservate continuamente, anche da chi non è nel settore.

Lo sapevate che un dentista ha spiegato l’espressione della Gioconda? Che abbia ragione o meno, il suo, è comunque un punto di vista interessante. Ma scoprite anche gli altri misteri nascosti in 11 dipinti famosi.

Ci sono varie prove che dimostrano che Wolfgang Amadeus Mozart facesse parte della Massoneria. Anche in un suo ritratto fatto da Pietro Antonio Lorenzoni, “Mozart bambino”, il musicista appare con un simbolo massonico: una mano nascosta che indica un rango gerarchico nella società segreta.


Gaurdando da vicino “Il vecchio chitarrista cieco” di Pablo Picasso, si può intravedere dietro la testa dell’uomo una silhouette. I ricercatori dell’Art Institute of Chicago hanno allora scattato immagini ad infrarossi e radiografiche del dipinto scoprendo altre forme nascoste. Probabilmente Picasso non aveva abbastanza soldi per comprare delle tele nuove e doveva dipingere su quelle già usate.

Durante il restauro del dipinto “La compagnia del Capitano Frans Banning Cocq” meglio conosciuto come “La ronda notturna” di Rembrandt, avvenuto tra il 1946 e il 1947, venne eliminato uno spesso strato di sporco che insieme alle vernici ossidate dal tempo davano all’opera l’aspetto di una scena ambientata di notte. Il dipinto apparve allora sotto inequivocabili luci diurne.

In “Autoritratto con orecchio bendato e pipa”, Van Gogh si mostra con l’orecchio destro fasciato. In realtà l’orecchio ferito era il sinistro. La discrepanza è spiegata dal fatto che van Gogh usò uno specchio per creare l’immagine di se stesso.

Un’immagine del cervello umano è riconoscibile non solo nella Creazione di Adamo di Michelangelo ma anche in un altro affresco della Cappella Sistina: la Separazione della Luce e dell’Oscurità. Sovrapponendo un’immagine del cervello umano visto da sotto con il collo di Dio le immagini sono corrispondenti.

Le figure di Davide e Golia, in un altro affresco della Cappella Sistina, create da Michelangelo, formano la lettera ebraica gimel, che simboleggia la forza nella tradizione mistica della Kabbalah.

Margaret Livingstone e Bevil Conway hanno studiato gli autoritratti di Rembrandt e hanno dimostrato che il pittore non aveva una normale visione binoculare. Questa peculiarità ha reso la percezione del mondo da parte del pittore diversa: vedeva la realtà in 2D invece che in 3D. Tuttavia, è possibile che questo fattore abbia aiutato Rembrandt a creare i suoi capolavori immortali.


La ricercatrice italiana Sabrina Sforza Galitzia ha proposto un’insolita interpretazione dell’ultima cena di Leonardo da Vinci. È certa che nel suo dipinto l’artista abbia lasciato una previsione della fine del mondo, che avverrà il 21 marzo 4006. Per giungere a questa conclusione, la ricercatrice ha decifrato il codice matematico e astrologico del dipinto.


Ma questo non è l’unico mistero dell’ultima cena. Le mani di Cristo e degli apostoli, insieme alle pagnotte di pane sul tavolo possono essere lette come una notazione musicale, da cui risulta una breve sinfonia.

Uno dei quadri più famosi di Gustav Klimt ritrae Adele Bloch-Bauer. Fu commissionato dal marito, l’importante industriale dello zucchero Ferdinand Bloch-Bauer. Ferdinand ben presto scoprì che Adele e Klimt avevano una relazione ma si convinse che dopo centinaia di schizzi il pittore si sarebbe stancato presto della sua amante. E così fu. Il dipinto, morti i proprietari, rimase in Austria fino al 2006 quando una corte di giudici stabilì che venisse restituito alla sua legittima proprietaria, Maria Altmann, nipote di Ferdinand Bloch-Bauer che lo vendette a Ronald Lauder per 135 milioni di dollari.

Quasi tutti i dipinti di Vincent van Gogh presentano un giallo dominante. Il professor Paul Wolf spiega come questo sia un effetto collaterale di un medicinale per l’epilessia che cambia la percezione del colore. Forse Van Gogh vedeva il mondo proprio come lo dipingeva nei suoi quadri.


dentista ed esperto d’arte Joseph Borkowski ha studiato attentamente la pittura di Leonardo da Vinci e afferma di aver svelato il segreto dietro il sorriso della Gioconda. Secondo Borkowski, Lisa Gherardini perse i denti anteriori e questo influenzò la sua espressione facciale.

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