La biblioteca più antica del mondo si trova a Verona e ha 1500 anni

Un’insolita datazione sul Codice Ursicino sarebbe la prova che la Biblioteca Capitolare di Verona è la più antica del mondo. I primi, favolosi 1500 anni di vita di tesoro della cultura italiana.

Di biblioteche antichissime, definite di volta in volta “la più antica del mondo” ne spuntano una dopo l’altra in giro per il mondo. Probabilmente, però, la più antica, la possediamo noi, in Italia. Per la precisione a Verona, dove ha sede la Biblioteca Capitolare di Verona, luogo di cultura e sapere che può dirsi un vero e proprio monumento, anzi, un museo, che andrebbe aperto e valorizzato anche in questo senso, oltre che per la sua missione originaria: essere un luogo di consultazione e accoglienza di studiosi. Ma qual è la “pistola fumante” che conferirebbe alla biblioteca della città veneta il titolo di più antica del mondo?

Una data, “1 agosto 517”, scritta da un frate disobbediente alle regole che vietavano di datare i manoscritti, in calce al famoso Codice Ursicino, preziosissimo tomo di un centinaio di delicatissime pagine in pergamena che ha da pochi giorni compiuto 1500 anni. Di recente è stato il Prefetto della Biblioteca, Bruno Fasani, a spiegarne le origini del codice all’Ansa:

Prende il nome dall’amanuense che vi copiò la vita di San Paolo di Tebe e di San Martino di Tours, scritta da Sulpicio Severo nel IV secolo. Questo codice fu terminato a Verona, il primo agosto, quando era console Agapito, uomo assai illustre, durante la decima indizione (appunto il giorno 1 agosto 517) per mano di Ursicino, lettore della chiesa veronese.

Questo Codice, dunque, conosciuto in tutto mondo, al di là di ciò che racconta, perché attesterebbe che in quel periodo, mentre Teodorico regnava a Verona, esisteva già uno Scriptorium che realizzava e conservava diversi testi. E non è nemmeno detto che quest’attività non si svolgesse già da prima, in ogni caso quella data sfuggita alla prassi comune è per noi oggi la testimonianza dell’esistenza della biblioteca più antica del mondo a Verona, nel nostro Paese.

Oggi “la regina delle collezioni ecclesiastiche” come la definì il paleografo Elias Avery Lowe, conserva oltre 1200 manoscritti, 245 incunaboli, 2500 cinquecentine, 2800 seicentine e altri 70 mila volumi digitalizzati e a disposizione di tutti gli studiosi del mondo, che comunque arrivano ogni anno a visionare da vicino i preziosi manoscritti.

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