Poeta, classicista, filologo e fondatore della Society for Psychical Research . Il lavoro di Myers sulla ricerca psichica e le sue idee su un “sé subliminale” erano influenti nel suo tempo. (Piccola biografia🔝👍)

nel 1869 decise di intraprendere le indagini sul mondo del paranormale dopo aver incontrato Henry Sidgwick. Secondo le sue metodologie Myers intendeva avviare uno studio empirico ed oggettivo del mondo extrasensoriale. Fu con questo spirito che nel 1882 fondò insieme ad altri la Society for Psychical Research. Si immerse senza risparmiarsi nei suoi studi e pubblicò le sue ricerche in ben 16 volumi dei Proceedingsdella Society for Psychical Research.

Nell’opera Phantasms of the Living 1886, scritta in collaborazione con Edmund Gurneye Frank Podmore, furono suoi molti dei termini utilizzati nel campo della parapsicologia, ancora in auge, quali paranormale, telepatia, veridico ed altri.

Dopo essere stato eletto Presidente della Society for Psychical Research nel 1900, si occupò di pubblicare gran parte delle sue ricerche in diversi editoriali apparsi sulla Fortnightly Review, e nel 1903 venne pubblicato postumo il suo capolavoro, Human Personality and its Survival of Bodily Death. In quest’opera Myers indaga sui poteri di quello che lui chiama sé subliminale, che egli definisce un io reale, ed un immenso organismo psichico del quale la coscienza ordinaria è solo una minima parte, e del quale i cosiddetti poteri paranormali sono i normali canali di percepire il mondo. L’opera venne accolta con tale entusiasmo che venne adottata dalla Università di Madras come testo di studio per le lezioni di psicologia alla facoltà di lettere e filosofia. Il motivo di tale scalpore risiedeva nel fatto che la sua ipotesi, tramite una vera e propria rivoluzione copernicana, spiegava i fenomeni paranormali come frutto dell’attività spirituale dell’osservatore, inconsapevole delle proprie potenzialtà. Ciò risultò essere un duro attacco alle posizioni spiritualiste secondo le quali il paranormale era in gran parte la manifestazione dell’esistenza delle anime dei morti.

Un’ulteriore contributo di quest’opera fu di riportare un certo ordine all’interno della massa caotica degli studi psicologici, e tuttavia non precludeva la credenza in una vita ultracorporea, anzi infondeva ad essa nuova linfa. Se, infatti, i poteri attribuiti al sé subliminale non avevano alcuno utilizzo nella vita corporale, essi dovevano necessariamente essere destinati ad un uso ulteriore, ad una fase successiva dell’esistenza dell’individuo, successiva a quella fisica.

A tale proposito, un grande estimatore dell’opera di Myers, lo scienziato e filosofo statunitense William

James affermò che:

Il 9 maggio 1874, in compagnia di Edmund Gurney, Myers fece conoscenza con l’allora noto medium Stainton Moses, con il quale strinse una profonda amicizia. L’influenza di Moses sulla credenza in una vita spirituale oltre quella fisica fu talmente forte da condizionare enormemente le ricerche di Myers e quando Stainton morì lasciando a quest’ultimo tutti i suoi diari dove memorizzò le sue esperienze medianiche, Myers pubblicò gran parte di esse nei volumi IX e XI dei Proceedings, come prova delle sue teorie.

Nel 1894 Myers fu ospite del fisiologo e Premio Nobel Charles Richet, e partecipò con i suoi compagni della Society for Psychical Research, Oliver Lodge e Julien Ochorowitz, a un gruppo di studio per analizzare una serie di esperimenti sulle attività medianiche con la medium Eusapia Palladino. Le sedute rivelarono che i presunti poteri medianici della Palladino erano frutto di una astuta e ben congegnata frode, cosa che scosse notevolmente le sue opinioni sull’attività medianica; tuttavia egli si dichiarò convinto dell’esistenza della telecinesi e degli ectoplasmi come fenomeni genuini. Per nulla scoraggiato da questa esperienza negativa, Myers continuò le sue ricerche prendendo come soggetto la medium non professionista Elizabeth d’Esperance, dichiarando in questa occasione di aver veduto chiaramente delle forme distinguibili all’interno di una sfera di cristallo; contemporaneamente a questa attività, si occupò di indagare alla misteriosa serie di strani fenomeni in una casa infestata, la Ballechin House, nel Perthshire, in Scozia. Parlò di queste esperienze in un saggio dal titolo On Alleged Movements of Objects without Contact, occurring not in the Presence of a Paid Medium, pubblicato nel Volume VII dei Proceddings.

Dopo la morte di Myers durante un suo soggiorno a Roma, si manifestò una lunga sequela di presunte comunicazioni con il suo spirito da diversi medium dell’epoca, tra i quali Leonora Piper, A. W. Verrall e Alice MacDonald (Kipling) Fleming.

Come psicologo ha lasciato importanti contributi, riconosciuti dal grande storico della psichiatria dinamica Henry Ellenberger, sul tema della dissociazione.

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