Due milioni di dollari per uno show di 20 minuti: il cachet record di Jennifer Lopez .” E la Fame nel Mondo”. Un Bilancio con poca Divisione per i più Deboli .

Il cachet record

Passano gli anni, ma Jennifer Lopez continua ad accumulare cachet record. Recentemente la star americana si è esibita per 20 minuti al Doha Festival City Mall, centro commerciale di lusso nella capitale del Qatar ed è stata pagata 2 milioni di dollari. Oltre alla performance canora, la 49enne ha partecipato anche a una breve sessione di domande e risposte su temi a lei cari come i diritti delle donne e poi ha posato per qualche foto con i fan. Alla fine la cantante è stata pagata circa 100 MILA EURO AL MINUTO.

Ogni giorno muoiono di fame 8.000 bimbi e nessuna ONG interviene! RIFLETTETE TUTTI QUALCOSA NON QUADRA…

“La fame nel mondo non è naturale né ovvia, viene usata come arma di guerra” – Papa francesco fa Qualcosa .

I MILIONI DATI ALLE ONG E ALLE “ORGANIZZAZIONI DI ACCOGLIENZA” (I FAMOSI 36,00 €. AL GIORNO) …POTREBBERO SALVARE MILIONI DI VITE NEI LORO PAESI. MA QUESTA TRAGEDIA RESTERÀ NASCOSTA PERCHÈ QUÌ NON SI LUCRA.

Malnutrizione e fame nel mondo, due problemi destinati a peggiorare a causa dell’incombente crisi alimentare.

I primi dati: la fame nel mondo coinvolge 800 milioni di persone. Quello della fame nel mondo non è l’unico problema legato alla crisi alimentare: sono più di 2 miliardi le persone denutrite, affette da malattie causate da carestie alimentari.

In questa pagina spiegherò che cos’è la fame nel mondo, ti darò tutti i dati aggiornati e ti parlerò dei paesi colpiti, il cosiddetto “sud del mondo”.

Cos’è la fame nel mondo

Si parla di “Fame in Africa” e qui i dati sulla denutrizione sono più che allarmanti: nel corno d’Africa l’80% della popolazione soffre di gravi patologie legate alla malnutrizione.

I bambini subiscono i danni della fame ancora prima della nascita: le donne gravide malnutrite generano una prole destinata a una vita di miseria. Spesso il feto nel grembo materno non riesce ad accedere ai nutrienti indispensabili per il suo sviluppo, così nascono bambini sottopeso o con problemi ben più gravi. I bambini in Africa che nascono “sani”, devono affrontare il problema della fame e iniziano col perdere i capelli fino alla calvizie prematura, perdere le unghie e talvolta anche il primo strato di pelle.

Fame nel mondo: cause

In molti dei Paesi colpiti la causa è legata alle guerriglie e ai conflitti armati. Questa sembra essere la principale causa della fame nel mondo ma ne parlerò solo nel paragrafo dedicato alle regioni del mondo colpite. E’ anche vero che la fame interessa anche zone prive di conflitti, in questo contesto le cause sono altre.

Le cause della fame nel mondo e della denutrizione?
Una cattiva distribuzione delle risorse! La soluzione sembrerebbe facile: un incremento dello sviluppo agricolo nelle zone povere del globo, la protezione delle economie rurali e il contrasto della povertà mediante piani di controllo delle colture industriali.

Purtroppo in termini pratici il tema della fame del mondo è molto difficile da combattere: enti, associazioni e organizzazioni devono fare i conti con gli effetti della globalizzazione. E’ questa la vera causa della fame nel mondo.

Per combattere la fame nel mondo e aiutare i bambini poveri, bisognerà creare ecosistemi sani che stravolgono gli attuali modelli del mercato alimentare. I rimedi alla fame nel mondo mirano a combattere le disuguaglianze e gli impatti negativi che l’industria alimentare esercita su ambiente e umanità. A causa di fenomeni come la globalizzazione e il land grabbing, la crisi alimentare sta via via aumentando. Insomma: il progresso dell’occidente porta a consolidare il problema della fame in Africa e nelle altre località remote del globo.

Nessuna grande multinazionale riflette sulla gravita e sull’urgenza del problema, anche se ogni anno vengono mosse proposte, fatti convegni e raccolti fondi per iniziative.

Era il 2013, quando la Commissione delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile e la Convenzione dell’ONU sulla biodiversità biologica si sono attivate per affrontare il problema della crisi alimentare e della fame nel mondo. E’ stata creata una speciale task force ma i risultati sembrano essere ancora lontani. Nello stesso anno, a Roma, la FAO ha riunito il vertice sulla sicurezza alimentare globale e ha affrontato temi come cambiamento climatico e bioenergia.

Il tema della fame nel mondo ha numerose cause e aggravanti, infatti non può essere trattato come un problema a sé.

Intorno al tema della fame del mondo si intrecciano questioni di grave impatto come i cambiamenti climatici e il land grabbing. Che cos’è il land grabbing? Significa “accaparramento di terreno”, è svolto da grandi aziende e multinazionali, ed è quel fenomeno che vede una controversa acquisizione di terreni su vasta scala, sottraendo le terre all’agricoltura e al sostentamento locale, intensificando i problemi alimentari del sud del mondo.

Tra i più recenti esempi di land grabbing vediamo come la coltivazione di mais su larga scala, mais destinato alla produzione di bioenergia e biodiesel non ha fatto altro che sottrarre terreno all’agricoltura delle zone rurali del Sud del Mondo: ecco gli effetti nefasti del land grabbing, intere tribù cacciate dalle loro case, interi terreni agricoli sfruttati dalle multinazionali occidentali per la produzione di “biocarburanti” o mangimi per gli allevamenti di bestiame.

Negli ultimi 50 anni la produzione alimentare è più che raddoppiata. L’espansione agricola ha raggiunto alti livelli ma le risorse sono ancora distribuite in modo malsano.

L’aumento della produzione di cibo è andato a discapito degli ecosistemi naturali che avrebbero dovuto fornire

all’umanità una garanzia a lungo termine. E’ stato visto che il Nazioni come l’Austria dove è stata conservata la biodiversità naturale del territorio, i raccolti sono più elevati! Nei mari non inquinati, le acque riescono a fornire più pesci destinate all’alimentazione delle popolazioni locali.

Ci sono molti altri esempi di territori ben conservati, questi esempi dimostrano che le aree più sane e più naturali, riescono a fornire più alimenti. Un ambiente sano significa più cibo e meno crisi alimentare, meno denutrizione e meno fame nel mondo! L’attuale crisi alimentare sta solo aggravando le condizioni dell’Africa meridionale de del Sud dell’Asia. Tra qualche anno tali regioni dovranno fare i conti con i cambiamenti climatici che causerà un peggioramento.

Fame nel mondo: conseguenze

Dopo aver visto le cause, analizziamo le conseguenze della fame nel mondo e altri problemi legati alla povertà del sud del mondo.

La fame nel mondo sta peggiorando via via che il mercato globale subisce cambiamenti. Secondo un rapporto UNICEF, ogni anno 11 milioni di bambini muoiono per cause facilmente prevedibili. La povertà costringe bambini a lavorare in condizioni estreme.

In più i dati sulla denutrizione e la fame nel mondo possono essere anche sottostimati, insomma, la situazione potrebbe essere peggiore del previsto: la maggior parte delle nascite dei bambini non vengono neanche registrate.

La povertà provoca situazioni da vero allarme rosso, ne sono un esempio i bambini soldato, i bambini costretti a lavorare in miniera, lo sfruttamento minorile che costringe bambini a lavorare nei bordelli e allo sfruttamento sessuale.

Sempre stando ai dati diffusi dall’Unicef: sono 200 milioni i bambini affetti da rachitismo a causa della malnutrizione, a oltre 110 milioni di bambini è negata ogni forma di istruzione e oltre 600 milioni di bambini con età inferiore ai 5 anni deve sopravvivere con circa 70 centesimi di euro al giorno, meno di un dollaro per giorno.

In Africa oltre alla fame si trovano altre fragilità allarmanti: dei 2,8 milioni di persone morte ogni anno per AIDS, il 79% sono africani.

La fame nel mondo è affiancata a problemi come la crisi idrica e il mancato accesso all’acqua e ai servizi igienici. Un terzo della popolazione mondiale non può accedere ai servizi igienici, non solo Africa ma anche Cina, Congo, India ed Etipia. Così sono 2 milioni i bambini che muoiono a causa di problemi legati al consumo di acqua non potabile.

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